Chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco
La Chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco, situata in via dei Tribunali nel cuore di Napoli, è un esempio straordinario di arte barocca e un luogo intriso di storia e devozione. Fondata nel 1616 per volere di nobili famiglie napoletane, come i Mastrillo e i Carafa, la chiesa fu progettata da Giovanni Cola di Franco e Giovan Giacomo Di Conforto. La sua costruzione rispondeva all’esigenza di creare un luogo di sepoltura per i poveri, che altrimenti sarebbero stati abbandonati senza una degna tumulazione.
Il nome della chiesa deriva dalla sua posizione originaria, nei pressi di un antico arco romano, e dalla dedicazione alle anime del Purgatorio. Questa devozione si manifesta chiaramente nella ricca decorazione della facciata e degli interni, dove i teschi e le ossa scolpite ricordano costantemente la fragilità della vita e la necessità di pregare per le anime dei defunti.
All’esterno, la facciata della chiesa presenta un portale del XVIII secolo, attribuito a Cosimo Fanzago, con un bassorilievo della Madonna con le Anime del Purgatorio. Questo motivo decorativo si ripete nei fregi e nelle nicchie laterali, creando un effetto visivo che cattura immediatamente l’attenzione dei passanti. L’interno della chiesa superiore, a navata unica, è decorato con un’eleganza sobria ma ricca di simbolismi. Il presbiterio e l’abside, disegnati da Dionisio Lazzari, sono decorati con marmi colorati e stucchi, culminando nella magnifica pala d’altare di Massimo Stanzione raffigurante la Madonna delle Anime Purganti.
Una delle caratteristiche più distintive della chiesa è la presenza di una chiesa inferiore, situata al di sotto di quella principale. Questo spazio, noto come ipogeo, fu concepito per dare sepoltura alle cosiddette “anime pezzentelle”, ossia i poveri della città. L’atmosfera qui è volutamente austera, con un altare semplice e spoglio che riflette lo stato di penitenza e umiliazione delle anime in purgatorio. Il pavimento maiolicato, opera dei fratelli Giuseppe e Donato Massa, aggiunge un tocco di colore a questo ambiente altrimenti cupo.
Un altro elemento affascinante della chiesa inferiore è la presenza di numerosi teschi, tra cui spicca il famoso teschio della principessa Lucia. Questo teschio, collocato in una nicchia votiva e adornato con un velo da sposa e una coroncina, è circondato da ex voto d’argento e ceri. La leggenda narra che Lucia fosse una giovane nobile morta subito dopo il matrimonio, e che il suo teschio abbia poteri miracolosi, in particolare per le giovani spose che invocano la sua protezione.
L’ipogeo contiene anche un ossario, dove le ossa dei defunti venivano raccolte, e diverse cappelle laterali con loculi destinati ai benefattori della chiesa. La presenza di questi resti umani e le pratiche di culto delle anime pezzentelle testimoniano la profonda devozione dei napoletani per i loro morti e la continua preoccupazione per il destino delle anime in purgatorio.
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