Cuneo
Se la guardi dall’alto, Cuneo è una freccia: una città a cuneo sospesa fra due fiumi, Stura e Gesso, come se l’acqua l’avesse scolpita con pazienza alpina. Entriamoci a passo lento, sotto portici lunghi e protettivi: sono la cifra sabauda della città, ordine e misura al servizio della vita quotidiana. Piazza Galimberti è un salotto civico monumentale che non intimidisce: lo attraversi e senti la città respirare, tra biciclette, mercati e conversazioni basse. Le facciate di Via Roma, riallestite con attenzione filologica, mostrano un gusto sobrio, quel barocco piemontese che predilige l’eleganza alla teatralità.
A pochi passi, il Complesso di San Francesco custodisce il Museo Civico: pietra antica, chiostri e racconti delle valli che circondano Cuneo. Scendendo verso il Parco fluviale Gesso e Stura, la città si fa campagna: sentieri, aironi, ponti che disegnano prospettive industriali e romantiche insieme, fino al grande viadotto che incornicia il paesaggio. Qui la natura è infrastruttura culturale: corridoi verdi per camminare, correre, fermarsi. Nei quartieri bassi, botteghe d’artigiani e caffè raccolti ricordano che Cuneo è laboratorio di cose ben fatte: pasticcerie di scuola piemontese, “cuneesi al rum” in equilibrio fra cacao e spirito, formaggi di alpeggio come Raschera e Castelmagno, merende sinoire che mescolano stagione e socialità.
Oggi Cuneo è una base di partenza e un approdo: da qui si risale verso valli vere, santuari sulle rocce, borghi di pietra; ma si può restare e cogliere una qualità dell’abitare esemplare, fatta di spazi pubblici curati, piste ciclabili, tempo restituito alle persone. È una città che non alza la voce, e proprio per questo ti chiede di ascoltarla: il rullo delle ruote sui ciottoli, l’odore della pioggia che scende dalle Marittime, l’ombra dei portici che accompagna gesti antichi. Misurata, civile, concreta: Cuneo è la bellezza quando sceglie il passo giusto.