Museo della Civiltà Contadina
Il Museo della Civiltà Contadina di Matera offre un affascinante viaggio nel tempo, rivelando la vita quotidiana e le tradizioni delle comunità rurali della Basilicata. Situato nel cuore del Sasso Barisano, questo museo è un omaggio alla resilienza e alla creatività del mondo contadino, un mondo che ha plasmato l’identità culturale della regione per secoli.
Il museo è stato fondato nel 1998 da Donato Cascione, un appassionato di storia locale, con l’obiettivo di preservare e valorizzare il patrimonio culturale legato alla civiltà contadina. Cascione ha raccolto con cura numerosi oggetti e attrezzi agricoli, mobili, utensili domestici e altri reperti che testimoniano la vita rurale del passato. Grazie al suo impegno, oggi il museo ospita una collezione vasta e diversificata che copre un arco temporale che va dal XIX al XX secolo.
L’ingresso del museo si apre su un antico frantoio ipogeo, una struttura sotterranea utilizzata per la produzione dell’olio d’oliva. Questo ambiente, scavato nella roccia, è un esempio perfetto di come le comunità contadine abbiano saputo sfruttare le caratteristiche geologiche del territorio per le loro attività produttive. Il frantoio, con le sue macine in pietra e le presse, è ancora perfettamente conservato e offre ai visitatori un’idea concreta del duro lavoro necessario per la produzione dell’olio.
Proseguendo nel percorso espositivo, si entra in una serie di ambienti che ricreano fedelmente le abitazioni contadine. Ogni stanza è arredata con mobili e oggetti d’epoca, mostrando come si viveva in tempi in cui la tecnologia moderna era inesistente. Le cucine sono forse le stanze più affascinanti, con i loro camini in pietra, le pentole in rame e gli utensili in legno. Questi spazi trasmettono un senso di calore e accoglienza, evocando le immagini delle famiglie riunite attorno al fuoco durante le fredde sere invernali.
Uno degli aspetti più interessanti del museo è la sezione dedicata agli antichi mestieri. Qui, i visitatori possono scoprire gli strumenti e le tecniche utilizzate da artigiani come il fabbro, il falegname, il calzolaio e il sarto. Ogni mestiere è rappresentato con una ricca collezione di attrezzi e prodotti finiti, che testimoniano la maestria e la manualità dei lavoratori del passato. Questa sezione offre uno spaccato della vita economica delle comunità rurali, evidenziando l’importanza dell’artigianato nella sussistenza delle famiglie contadine.
Un’altra sezione del museo è dedicata alla tessitura e alla lavorazione della lana. Qui si possono ammirare antichi telai, filatoi e altri strumenti utilizzati per la produzione di tessuti e abiti. La tessitura era un’attività fondamentale nelle comunità contadine, non solo per la produzione di abiti, ma anche per la realizzazione di coperte, tappeti e altri oggetti tessili indispensabili per la vita quotidiana. Un esempio significativo delle iniziative del museo è la mostra “”La vita nei Sassi””, che esplora la storia della città di Matera e il suo legame indissolubile con la civiltà contadina. La mostra include fotografie storiche, documenti e testimonianze orali che raccontano la vita quotidiana nei Sassi, evidenziando le difficoltà e le sfide affrontate dalle comunità locali. Questa mostra offre un’opportunità unica per comprendere come Matera sia diventata il simbolo della resilienza e della capacità di adattamento delle comunità umane.
Un aneddoto interessante riguarda la raccolta degli oggetti esposti nel museo. Donato Cascione, durante le sue ricerche, ha spesso ricevuto donazioni spontanee da parte degli abitanti di Matera, che desideravano contribuire alla conservazione della memoria storica della loro comunità. Questi gesti di generosità e partecipazione hanno permesso di arricchire la collezione del museo e di creare un legame forte tra il museo e la popolazione locale.
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